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Eggi: una floridezza mai vinta dal tempo

A due chilometri dalla Flaminia, a 5 da Spoleto in direzione di Foligno, quasi a cavallo tra la Valle del Nera e quella Spoletana, incorniciato da uliveti, che verso la sommità dei colli cedono il posto alla macchia mediterranea, sorge Eggi. U origine del nome è ignota, forse è collegabile a qualche famiglia di epoca romana. Di tale periodo non sono, al momento, conosciute tracce monumentali. Si ha notizia di alcune epigrafi, ma non di ville o di insediamenti abitati. Una di tali lapidi è visibile in S. Giovanni, ove altri elementi romani sono utilizzati nella costruzione dell'edificio. Tombe di epoca romana costeggiavano la via, chiamata "La Fraschetta", che unisce Eggi con Bazzano, ed alla fine del secolo scorso e agli inizi del presente vi furono rinvenuti numerosi sarcofagi, tutti anepigrafi, parte fittili, parte in calcare locale. Altre emergenze di epoca romana sono in località Collemarozzo, ed il Sordini individuò lo scarico di una fornace di tale epoca lungo il "Fosso di Cortaccione". Nello stesso periodo fu individuata una presenza monumentale, per la quale si pensò ad una villa, in località S. Beroto, il luogo ove gli antichi legendari spoletini collocano il monastero nel quale visse l'abate omonimo.

Entro i confini dell'antica circoscrizione del comune di Eggi, nella parrocchia di S.Giovanni Battista, sorge Santa Maria in Mariano, ora cappella dei conti Pila, che secondo le antiche tradizioni di Spoleto sarebbe stato il primo Battistero della città, edificato da S. Brizio. La presenza delle tombe si collega inevitabilmente a un centro abitato fortificato, di cui rimangono i ruderi, che successivamente dovette sportarsi alle pendici del colle, in un luogo più comodo e prossimo ai campi, nel sito dell'attuale Borgo. La fase successiva è quella che vide sorgere un nuovo castello, quello che tutti conosciamo, a scapito del vecchio Borgo, ove però rimase la casa comunale.
Il paese, di antiche origini (fu comune fino all'epoca napoleonica), presenta delle fasi edilizie ben definibili che ci lasciano comprendere la sua storia.
Una fase corrisponde alla costruzione del castello (XIV sec.). Esso pur avendo subito devastazioni a causa del tempo è ancora perfettamente leggibile nella sua struttura.
Nel corso delXV secolo il paese cominciò a debordare dalle mura, ed appena fuori di esse sorsero delle abitazioni.
Eggi in quell'epoca poteva contare su di un'economia molto florida, come ci testimoniano gli affreschi che ornano le chiese, notevoli per quantità e qualità, e per un curioso episodio del 1507. In tale circostanza gli abitanti di Eggi versarono al Comune di Spoleto la notevole somma di 2000 ducati d'oro necessari per il riscatto della Rocca di Ponte occupata dai Perugini. Ne ottennero come contropartita la cittadinanza rustica e l'esenzione dalle tasse.
Il secolo XVI vide il perpetuarsi di questa floridezza. Già dall'inizio del secolo funzionava una scuola pubblica il cui costo gravava sul Comune di Eggi. Nel 1525 Giuseppe Racani otteneva JusPatronato sulla Pieve di S. Michele e vi finanziava dei lavori: il portale, di linee semplici e di andamento elegante, ove l'unica ornamentazione non architettonica è costituita dallo stemma dei Racani e da quello della città di Spoleto; il fonte battesimale, a forma di uovo (simbolo della vita) baccellaio nella metà inferiore ed embricato in quella superiore. I Racani si costruirono un palazzetto in un'area attigua alla chiesa. L'edificio si sviluppa attorno ad un cortile centrale, ove, al piano nobile, compaiono degli stemmi: quelli di Spoleto, di Eggi e dei Racani. Nel 1527 Antonio di Refino faceva dipingere dallo Spagna l'abside della chiesa parrocchiale di S.Giovanni Battista; la morte del committente e dell'artista fece concludere il lavoro nel 1532.
Il XVII secolo vide sorgere una edilizia di tipo popolare fuori della porta del castello rivolta verso la montagna, ed una più borghese a fianco della strada che dalla Madonna delle Grazie conduce a S. Michele.
Il '700 vide un ulteriore sviluppo edilizio fuori del castello, con ampliamenti e modifiche di edifici preesistenti. L'elemento di spicco è costituito dalla villa d'estate dei marchesi Zacchei Travaglini.
Nel XIX secolo Eggi raggiunse l'aspetto attuale, caratterizzato nel lato a valle dal Casino dei Sordini e dalla villa dei conti De' Pazzi Morelli.

 
 

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